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Amplificatore operazionale 

Amplificatore Operazionale
Nozioni di Base

Insieme alle resistenze e ai condensatori, gli amplificatori operazionali — comunemente abbreviati in A.O. o op-amp — sono tra i componenti elettronici analogici più diffusi e versatili che esistano. Li troviamo in quasi ogni circuito elettronico: dagli strumenti di misura agli impianti audio, dai dispositivi medicali ai sistemi di controllo industriale. 
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Gli amplificatori operazionali sono dispositivi lineari che possiedono tutte le caratteristiche necessarie per l'amplificazione in corrente continua (DC). Per questo motivo vengono largamente impiegati nel condizionamento del segnale: filtraggio, amplificazione e operazioni matematiche come addizione e sottrazione tra segnali elettrici.

Un amplificatore operazionale è fondamentalmente un amplificatore di tensione differenziale progettato per funzionare in abbinamento a reti di retroazione esterne — tipicamente resistenze e condensatori — collegate tra i suoi terminali di ingresso e di uscita.

Sono proprio questi componenti esterni a determinare il comportamento complessivo del circuito: a seconda della configurazione di retroazione scelta (resistiva, capacitiva o mista), l'amplificatore operazionale può svolgere funzioni molto diverse. Ed è proprio questa versatilità che gli ha dato il nome: "operazionale", perché può eseguire diverse operazioni sul segnale.

Dal punto di vista strutturale, un amplificatore operazionale è un dispositivo a tre terminali principali:
  • Ingresso invertente (−): il segnale applicato qui viene amplificato e invertito di fase in uscita.
  • Ingresso non invertente (+): il segnale applicato qui viene amplificato senza inversione di fase.
  • Uscita: fornisce sia tensione che corrente al circuito esterno.
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Entrambi gli ingressi hanno un'alta impedenza, il che significa che assorbono pochissima corrente dal circuito sorgente e non lo perturbano in modo significativo.

In un amplificatore operazionale che opera in zona lineare, il segnale di uscita è proporzionale alla differenza tra i segnali applicati ai due ingressi, moltiplicata per il guadagno (A) del dispositivo.

Circuito equivalente di un amplificatore operazionale
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Parametri e caratteristiche dell'A.O. ideale
Per semplificare l'analisi dei circuiti, in elettronica si studia spesso il modello dell'amplificatore operazionale ideale. Questo modello assume alcune condizioni limite che, nella pratica, i dispositivi reali cercano di avvicinarsi il più possibile.
Guadagno ad anello aperto (Avo)
Il guadagno ad anello aperto è il rapporto tra la tensione di uscita e la differenza di tensione tra i due ingressi, in assenza di retroazione esterna.
​Nell'A.O. ideale questo valore è 
infinito: in pratica, i dispositivi reali hanno guadagni che vanno da decine di migliaia a centinaia di migliaia di volt per volt.
Impedenza di ingresso (Zin)
L'impedenza di ingresso è la resistenza che l'amplificatore presenta ai segnali in ingresso.
​Nell'A.O. ideale è 
infinita: nessuna corrente viene assorbita dagli ingressi. Nei dispositivi reali è nell'ordine dei megaohm (o gigaohm per i modelli FET).
Impedenza di uscita (Zout)
L'impedenza di uscita è la resistenza interna vista dal carico collegato all'uscita.
​Nell'A.O. ideale è 
zero: l'uscita può fornire qualsiasi corrente senza che la tensione si abbassi. Nei dispositivi reali è molto bassa, spesso pochi ohm.
Larghezza di banda (BW)
La larghezza di banda indica l'intervallo di frequenze per cui l'amplificatore funziona correttamente.
​Nell'A.O. ideale è 
infinita: amplifica qualsiasi frequenza senza distorsioni. Nei dispositivi reali la banda è limitata e decresce all'aumentare del guadagno (prodotto guadagno-banda costante).
Tensione di offset (Vio)
La tensione di offset è una piccola tensione che può apparire in uscita anche quando entrambi gli ingressi sono a zero volt.
​Nell'A.O. ideale è 
zero: se l'ingresso differenziale è nullo, l'uscita è esattamente zero. Nei dispositivi reali esiste sempre un piccolo offset che può essere compensato esternamente.
Il Guadagno di Tensione
Il guadagno di tensione (AV) è il parametro fondamentale di un amplificatore: esprime di quanto viene moltiplicata la tensione in ingresso per produrre quella in uscita. Per un amplificatore operazionale ad anello aperto, il guadagno si calcola con la formula mostrata di seguito. Nella pratica, il guadagno effettivo viene regolato con precisione attraverso la rete di retroazione esterna.
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Riepilogo sugli Amplificatori Operazionali
Un amplificatore operazionale è un amplificatore differenziale ad alto guadagno che utilizza una o più reti di retroazione esterne per controllare la propria risposta e adattare il proprio comportamento alle diverse esigenze applicative.

Collegando resistenze o condensatori esterni in modi diversi, è possibile realizzare una grande varietà di circuiti:
  • Amplificatore invertente — amplifica e inverte il segnale di 180°
  • Amplificatore non invertente — amplifica senza inversione di fase
  • Inseguitore di tensione (voltage follower) — guadagno unitario, alta impedenza di ingresso
  • Sommatore — somma algebricamente più segnali di ingresso
  • Amplificatore differenziale — amplifica la differenza tra due segnali
  • Integratore e derivatore — eseguono operazioni matematiche sui segnali

L'A.O. ideale è un modello teorico con le seguenti caratteristiche limite:
  • Guadagno ad anello aperto (Ao) → infinito
  • Impedenza di ingresso (Rin) → infinita
  • Impedenza di uscita (Rout) → zero
  • Larghezza di banda (BW) → infinita
  • Tensione di offset → zero (l'uscita è esattamente zero quando l'ingresso è zero)
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Nella realtà questi valori non sono mai raggiunti perfettamente, ma i moderni amplificatori operazionali si avvicinano molto a queste condizioni ideali per la maggior parte delle applicazioni pratiche.

Esistono moltissime famiglie di amplificatori operazionali, progettate per soddisfare esigenze diverse: dispositivi bipolari standard, a basso rumore, ad alta velocità, di precisione, ad alta tensione e molti altri. Sono disponibili in package IC singoli, doppi (due A.O. in un solo chip) o quadrupli (quattro A.O. in un solo chip).

Il più famoso e utilizzato di tutti, ancora oggi presente in kit didattici e progetti hobbistici di tutto il mondo, è il classico µA-741.​
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Nel prossimo tutorial dedicato agli amplificatori operazionali utilizzeremo la retroazione negativa per realizzare un circuito amplificatore ad anello chiuso: l'amplificatore invertente. Questo circuito produce un segnale di uscita sfasato di 180° rispetto al segnale di ingresso, con un guadagno preciso e controllabile tramite due semplici resistenze esterne.
Link Simulazione: ​https://www.tinkercad.com/embed/33XVIDdqkgF?editbtn=1

📋 RIEPILOGO: I CONCETTI FONDAMENTALI
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Ecco i punti chiave da ricordare dopo aver letto questo tutorial:

🔌 Cos'è un amplificatore operazionale
È un amplificatore differenziale ad alto guadagno con due ingressi (invertente − e non invertente +) e un'uscita. Amplifica la differenza tra i segnali applicati ai due ingressi.


🔁 Il ruolo della retroazione
Collegando resistenze o condensatori tra uscita e ingresso (retroazione), si controlla con precisione il guadagno e la funzione del circuito. Senza retroazione, l'A.O. funziona ad anello aperto con guadagno massimo.


📐 I 5 parametri dell'A.O. ideale
Guadagno infinito · Impedenza di ingresso infinita · Impedenza di uscita zero · Banda infinita · Offset zero. I dispositivi reali si avvicinano a questi valori limite senza raggiungerli.


⚙️ Le configurazioni principali
Invertente, non invertente, inseguitore di tensione, sommatore, differenziale, integratore. Ogni configurazione si ottiene scegliendo diversamente la rete di retroazione esterna.


🏆 Il dispositivo più famoso
Il µA-741 è l'amplificatore operazionale più diffuso nella storia dell'elettronica. Semplice, economico e robusto, è ancora oggi il punto di partenza ideale per imparare a lavorare con gli A.O.
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➡️ Prossimo passo
Il tutorial sull'amplificatore invertente: il primo circuito pratico con retroazione negativa, punto di partenza per qualsiasi applicazione reale con l'A.O.

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