⚡ Alimentazione e potenza · Guida 02

Da AC a DC: trasformatore, raddrizzatore e livellamento

Come si trasforma una tensione alternata in una tensione continua utilizzabile da un circuito elettronico? Seguiamo passo dopo passo la catena classica: trasformatore, diodi raddrizzatori, condensatore di livellamento e regolazione finale.

Livello: base/intermedioAC → DCPonte di GraetzRipple

Perché convertire AC in DC?

La rete elettrica fornisce tensione alternata, mentre microcontrollori, sensori, amplificatori e gran parte dell’elettronica richiedono una tensione continua. In un alimentatore lineare tradizionale la conversione avviene attraverso più stadi, ciascuno con una funzione precisa.

AC → trasformazione → raddrizzamento → livellamento → regolazione → DC
La conversione non avviene in un solo passaggio.La forma d’onda cambia progressivamente: sinusoidale, raddrizzata pulsante, livellata con ripple e infine regolata.

Il trasformatore: adattare e isolare la tensione

Nel classico alimentatore lineare collegato alla rete, il trasformatore riduce la tensione AC e può fornire isolamento galvanico tra primario e secondario. Il rapporto tra tensioni è legato al rapporto tra il numero di spire.

V2 / V1 ≈ N2 / N1Relazione ideale tra tensioni e numero di spire.

Se il secondario è indicato, per esempio, come 12 V AC, quel valore è normalmente un valore efficace RMS e non il valore di picco della sinusoide.

Vpicco ≈ VRMS · √2
Esempio12 V RMS corrispondono idealmente a circa 17,0 V di picco prima di considerare cadute, regolazione del trasformatore e carico.

Raddrizzatore a semionda

La forma più semplice di raddrizzamento utilizza un solo diodo. Durante una semionda il diodo conduce, durante quella opposta blocca la corrente. L’uscita contiene quindi impulsi separati da intervalli nei quali la tensione torna verso zero.

Raddrizzatore a semionda con forma d'onda AC in ingresso e tensione raddrizzata in uscita
Raddrizzamento a semionda: il diodo lascia passare una sola semionda della tensione alternata, producendo una DC pulsante.
Il raddrizzamento a semionda sfrutta solo metà del ciclo.Per gli alimentatori è molto più comune il raddrizzamento a doppia semionda.

Ponte raddrizzatore di Graetz

Un ponte di Graetz utilizza quattro diodi. In ciascuna semionda conduce una coppia di diodi diversa, ma la corrente nel carico mantiene sempre la stessa direzione. In questo modo vengono sfruttate entrambe le semionde della tensione alternata.

Ponte raddrizzatore di Graetz animato con percorso della corrente nelle due semionde
Ponte di Graetz a quattro diodi: la GIF mostra quali coppie conducono nelle due semionde mantenendo invariata la polarità sul carico.
Con il ponte la frequenza del ripple raddoppia.Con rete a 50 Hz, dopo un raddrizzamento a doppia semionda gli impulsi si ripetono a 100 Hz.

La caduta di tensione sui diodi

Nel ponte, durante la conduzione, la corrente attraversa normalmente due diodi. La tensione disponibile sul condensatore è quindi inferiore al picco ideale del secondario.

VPK,OUT ≈ VRMS·√2 − 2VF
Esempio semplificatoCon 12 V RMS e circa 0,7 V per ciascun diodo: 12·√2 − 1,4 ≈ 15,6 V a vuoto in condizioni idealizzate.
0,7 V non è una costante universale.La caduta diretta dipende da tipo di diodo, corrente e temperatura.

Il condensatore di livellamento

La tensione all’uscita del ponte è continua nel verso, ma ancora fortemente pulsante. Un condensatore posto in parallelo al carico si carica vicino ai picchi della tensione raddrizzata e si scarica nel carico tra un picco e il successivo.

Condensatore di livellamento e ripple con fasi di carica e scarica tra i picchi
Il condensatore si carica vicino ai picchi della tensione raddrizzata e si scarica nel carico tra un picco e l’altro, riducendo il ripple.
Il condensatore non elimina completamente l’ondulazione.Riduce la variazione della tensione tra un picco e il successivo; ciò che rimane prende il nome di ripple.

Come nasce il ripple

Tra due picchi della tensione raddrizzata, il ponte può smettere temporaneamente di fornire corrente al condensatore. In quell’intervallo è il condensatore a sostenere il carico e la sua tensione diminuisce progressivamente.

Al picco successivo i diodi tornano a condurre e il condensatore viene ricaricato. Questo ciclo continuo di carica e scarica produce l’ondulazione residua.

VariazioneEffetto sul ripple
Capacità maggioreRipple minore
Corrente di carico maggioreRipple maggiore
Frequenza di ricarica maggioreRipple minore
Capacità minoreRipple maggiore

Dimensionare il condensatore di livellamento

Una relazione approssimata molto utile per stimare il ripple picco-picco è:

ΔV ≈ ILOAD / (fripple · C)

Da cui possiamo ricavare:

C ≈ ILOAD / (fripple · ΔV)
EsempioCarico = 0,5 A, ponte a doppia semionda su rete 50 Hz → fripple = 100 Hz. Se accettiamo 1 Vpp di ripple: C ≈ 0,5/(100·1) = 0,005 F = 5000 µF. Nella pratica si sceglie un valore commerciale adeguato verificando anche corrente di ripple, tolleranza e tensione nominale.
Non scegliere il condensatore soltanto in base ai µF.La tensione nominale deve superare con margine la massima tensione realmente presente e va considerata anche la corrente di ripple ammessa.

Dalla DC livellata alla DC regolata

Dopo il condensatore abbiamo una tensione continua ma non necessariamente stabile. Può variare con rete, carico, trasformatore e ripple. Un regolatore successivo porta l’uscita al valore desiderato.

AC → ponte → condensatore → DC non regolata → regolatore → DC stabile

Un regolatore lineare richiede inoltre che la tensione minima in ingresso resti sufficientemente superiore alla tensione di uscita. Se il fondo del ripple scende troppo, il regolatore può entrare in dropout e l’uscita non rimane più correttamente regolata.

Il valore importante non è solo il picco.Nel dimensionamento bisogna verificare la tensione minima al fondo del ripple nelle condizioni peggiori.

Attenzione alla tensione di rete

La rete elettrica può essere letale.Questa guida serve a comprendere il principio di conversione. Per esperimenti pratici è molto più sicuro partire dal secondario di un trasformatore isolato o da una sorgente AC a bassa tensione certificata. Condensatori collegati a circuiti di rete possono inoltre mantenere carica pericolosa dopo lo spegnimento.