🧲 Componenti elettronici · Guida 04

Induttori e bobine: come funzionano

Un induttore è un componente passivo che immagazzina energia in un campo magnetico quando viene attraversato da corrente. È fondamentale in filtri, alimentatori switching, convertitori DC-DC, circuiti RF, relè, motori e sistemi di soppressione dei disturbi. In questa guida analizziamo induttanza, autoinduzione, legge di Lenz, reattanza, transitori RL, saturazione, resistenza del filo, nuclei magnetici e applicazioni pratiche.

Livello: base → intermedio Tempo di lettura: 22–28 min Induttanza L RL + AC

Che cos’è un induttore?

Un induttore, spesso chiamato anche bobina, è un componente passivo a due terminali che sfrutta il campo magnetico generato dalla corrente. La sua proprietà caratteristica è l’ induttanza, indicata con la lettera L e misurata in henry (H).

Induttori e bobine elettroniche di diversi tipi, inclusi toroidali, assiali, SMD e con nucleo in ferrite
Esempi reali di induttori e bobine: toroidali, assiali, SMD, choke e avvolgimenti su nucleo magnetico.

🧲 Campo magnetico

La corrente genera un campo magnetico attorno all’avvolgimento.

⚡ Energia

L’energia viene immagazzinata nel campo magnetico.

↕️ Opposizione

L’induttore si oppone alle variazioni rapide della corrente.

Idea fondamentale Un induttore ideale non “si oppone alla corrente”, ma alla variazione della corrente. Una corrente costante può attraversarlo senza generare tensione induttiva ideale.

Bobina e campo magnetico

Un filo percorso da corrente genera un campo magnetico. Avvolgendo il filo in più spire, i campi prodotti dalle singole spire si sommano e il campo complessivo diventa più intenso.

campo magnetico attorno alla bobina

La geometria dell’avvolgimento, il numero di spire, il diametro della bobina e il materiale del nucleo determinano in larga misura il valore di induttanza.

Che cos’è l’induttanza?

L’induttanza esprime quanto efficacemente una variazione della corrente produce una tensione indotta. La sua unità di misura è l’henry.

UnitàSimboloValore
henryH1 H
millihenrymH10⁻³ H
microhenryµH10⁻⁶ H
nanohenrynH10⁻⁹ H
Valori tipici Nei convertitori switching sono comuni induttanze da pochi µH a centinaia di µH; nei filtri audio e di rete possono comparire mH o H; nei circuiti RF anche pochi nH sono significativi.

Tensione ai capi di un induttore

v(t) = L · di(t)/dt La tensione dipende dalla velocità con cui cambia la corrente.

Se la corrente cambia rapidamente, il termine di/dt è grande e l’induttore può generare una tensione elevata. Se la corrente resta costante, di/dt = 0 e la tensione induttiva ideale è zero.

Esempio Una bobina da 100 mH in cui la corrente cambia di 0,5 A in 10 ms genera idealmente:

v = 0,1 × (0,5 / 0,01) = 5 V.

Legge di Lenz e autoinduzione

Quando la corrente cambia, cambia anche il flusso magnetico associato alla bobina. La tensione indotta ha polarità tale da opporsi alla variazione che l’ha generata. Questo è il significato fisico della legge di Lenz.

Se la corrente sta aumentando la tensione indotta tende a contrastarne l’aumento.
Se la corrente sta diminuendo l’induttore tende a mantenerla, invertendo la propria polarità e restituendo l’energia immagazzinata.

Energia immagazzinata nel campo magnetico

E = ½ · L · I² E in joule · L in henry · I in ampere.
Esempio Un induttore da 10 mH attraversato da 2 A immagazzina:

E = ½ × 0,01 × 2² = 0,02 J.
L’energia non sparisce quando apri il circuito Se interrompi bruscamente la corrente, l’induttore cercherà di mantenerla generando una tensione potenzialmente molto elevata. È il motivo per cui relè, solenoidi e motori richiedono sistemi di soppressione.

Come si comporta un induttore in corrente continua?

Quando una tensione DC viene applicata a una bobina reale, la corrente non raggiunge istantaneamente il valore finale. Durante il transitorio l’induttanza limita la velocità di aumento della corrente.

A regime, per una corrente costante, un induttore ideale equivale a un cortocircuito. Una bobina reale, invece, presenta la resistenza del filo, detta spesso DCR.

DC a regime Induttore ideale → 0 Ω.
Induttore reale → resistenza del rame + perdite del nucleo trascurabili in DC stabile.

Come si comporta in corrente alternata?

Con una tensione alternata la corrente varia continuamente, quindi l’induttore sviluppa una tensione indotta che si oppone alla variazione. Maggiore è la frequenza, maggiore è l’opposizione.

Effetto della frequenza A bassissima frequenza l’induttore può comportarsi quasi come un filo. A frequenze più alte la sua impedenza cresce, almeno finché gli effetti parassiti non diventano dominanti.

Reattanza induttiva

XL = 2πfL XL in ohm · f in hertz · L in henry.
10 mH a 50 Hz XL = 2π × 50 × 0,01 ≈ 3,14 Ω
10 mH a 10 kHz XL = 2π × 10.000 × 0,01 ≈ 628 Ω
Conclusione Lo stesso induttore può essere quasi trasparente a 50 Hz e fortemente opporsi a un segnale da 10 kHz.

Circuito RL e costante di tempo

Una resistenza R e un’induttanza L in serie formano un circuito RL. La velocità con cui la corrente raggiunge il valore finale è descritta dalla costante di tempo:

τ = L / R τ in secondi.
I t aumento corrente diminuzione corrente
TempoCorrente rispetto al valore finale
≈ 63,2%
≈ 86,5%
≈ 95,0%
≈ 99,3%

Tipi di induttori e bobine

Air core

Nessun nucleo ferromagnetico; ottimi per RF e basse perdite magnetiche.

Ferrite

Molto comuni nei convertitori switching e nei filtri EMI.

Polvere di ferro

Buona gestione dell’energia e caratteristiche diverse dalla ferrite.

Toroidali

Campo magnetico più confinato e buona efficienza.

SMD

Compatti e molto usati nelle alimentazioni dei dispositivi moderni.

Choke

Progettati soprattutto per bloccare disturbi AC o RF.

Nucleo magnetico e permeabilità

Inserire un materiale magnetico nel percorso del flusso aumenta la permeabilità e permette di ottenere più induttanza con meno spire o dimensioni più contenute.

L ∝ μ · N² In prima approssimazione, l’induttanza cresce con la permeabilità μ e con il quadrato del numero di spire N.
Il nucleo non aumenta solo L Determina anche perdite, frequenza di lavoro, saturazione, comportamento termico e capacità di immagazzinare energia. Per questo un nucleo “più magnetico” non è automaticamente migliore.

Saturazione del nucleo

Un nucleo magnetico non può aumentare indefinitamente il flusso. Oltre una certa corrente entra in saturazione: l’induttanza effettiva diminuisce e la corrente può crescere molto rapidamente.

Problema critico nei convertitori switching Se l’induttore satura, la corrente può superare rapidamente i limiti di MOSFET, diodo, piste e avvolgimento. La corrente di saturazione Isat è quindi uno dei parametri più importanti da controllare.

DCR, perdite e comportamento reale

Un induttore reale non è una L perfetta. Il filo ha resistenza, il nucleo dissipa energia e le spire creano capacità parassite.

ParametroSignificatoEffetto
DCRResistenza DC dell’avvolgimentoPerdite I²R e caduta di tensione
IsatCorrente di saturazioneOltre il limite L diminuisce
IrmsCorrente RMS termicamente ammessaLimite dovuto al riscaldamento
QFattore di qualitàRapporto tra energia reattiva e perdite
SRFFrequenza di autorisonanzaOltre questo punto il comportamento può diventare capacitivo
Prame ≈ IRMS² · DCR

Induttori in serie e in parallelo

Se gli induttori sono sufficientemente lontani da non accoppiarsi magneticamente, le formule ricordano quelle delle resistenze.

Serie

Leq = L1 + L2 + … + Ln

Parallelo

1/Leq = 1/L1 + 1/L2 + … + 1/Ln
Attenzione all’accoppiamento magnetico Se due bobine sono vicine, il flusso di una può concatenarsi con l’altra. In quel caso compare la mutua induttanza M e le semplici formule serie/parallelo non sono più sufficienti.

Carichi induttivi, picco di tensione e diodo flyback

Relè, solenoidi, piccoli motori DC e molte bobine sono carichi induttivi. Quando il transistor che li pilota si spegne, la corrente non può annullarsi istantaneamente.

L’induttore genera quindi una tensione di polarità opposta per tentare di mantenere la corrente. Senza una via alternativa, il picco può raggiungere valori molto elevati.

v = L · di/dt Più rapidamente interrompi la corrente, maggiore può essere la tensione generata.
Diodo flyback Nei carichi DC pilotati da transistor si usa spesso un diodo in antiparallelo alla bobina. Durante il normale funzionamento è interdetto; allo spegnimento offre un percorso alla corrente induttiva.
Il diodo non è sempre la soluzione migliore TVS, Zener, snubber RC e clamp attivi possono dissipare l’energia a tensione più alta, riducendo il tempo di rilascio di relè e solenoidi.

Applicazioni pratiche degli induttori

Convertitori Buck

L’induttore accumula energia quando il MOSFET conduce e la trasferisce al carico nel resto del ciclo.

Convertitori Boost

L’energia magnetica viene sfruttata per ottenere una tensione superiore a quella di ingresso.

Filtri LC

Induttori e condensatori creano filtri selettivi e reti di livellamento.

Choke EMI

Impedenza elevata ai disturbi ad alta frequenza e bassa caduta sul segnale utile.

Relè e solenoidi

Il campo magnetico produce forza meccanica su un’ancora mobile.

RF e accordo

Con un condensatore forma circuiti risonanti LC.

Come scegliere un induttore

ParametroCosa controllare
InduttanzaValore nominale e tolleranza.
IsatDeve essere superiore alla corrente di picco prevista con margine.
IrmsDeve rispettare il limite termico dell’avvolgimento.
DCRPiù è bassa, minori sono le perdite di rame.
CoreFerrite, polvere di ferro, aria ecc. in funzione della frequenza e dell’energia.
SRFDeve essere sufficientemente distante dalla frequenza operativa.
QImportante soprattutto in filtri e circuiti RF.
PackageDimensioni, altezza, THT/SMD e gestione termica.
Negli switching il solo valore in µH non basta Due induttori entrambi da 10 µH possono comportarsi in modo completamente diverso se hanno DCR, Isat, materiale del nucleo, perdite e dimensioni differenti.