〰️ Elettronica analogica · Guida 03

Amplificatore operazionale non invertente

Nella configurazione non invertente il segnale viene applicato direttamente all’ingresso positivo dell’op-amp. L’uscita rimane quindi in fase con l’ingresso e il guadagno è sempre positivo. La retroazione negativa viene realizzata mediante una rete resistiva collegata all’ingresso invertente, permettendo di ottenere un guadagno preciso, stabile e facilmente calcolabile.

Livello: intermedio Guadagno positivo Av = 1 + Rf/R2 Voltage follower

Come funziona un amplificatore non invertente?

Il segnale di ingresso Vin viene applicato direttamente al terminale non invertente (+). L’uscita viene invece riportata, attraverso una rete resistiva, al terminale invertente (−). Questa struttura realizza una retroazione negativa che obbliga l’op-amp a regolare continuamente Vout in modo da mantenere i due ingressi quasi allo stesso potenziale.

Vin sul +

Il segnale entra direttamente nell’ingresso non invertente.

Feedback sul −

Rf e R2 riportano una frazione di Vout all’ingresso invertente.

Uscita in fase

Quando Vin cresce, anche Vout cresce: non c’è inversione di fase.

Il guadagno non può essere negativo. Nella configurazione classica il guadagno ad anello chiuso è sempre maggiore o uguale a 1.

Schema della configurazione non invertente

Schema amplificatore operazionale non invertente con Rf e R2
Schema base dell’amplificatore non invertente: Vin entra sul terminale + mentre Rf e R2 formano la rete di retroazione sul terminale −.

La resistenza Rf collega l’uscita al nodo invertente, mentre R2 collega lo stesso nodo al riferimento. Le due resistenze formano un partitore di tensione che preleva una frazione di Vout.

Le due regole dell’op-amp ideale

1. Corrente negli ingressi ≈ 0 Nel modello ideale l’impedenza d’ingresso è infinita, quindi praticamente nessuna corrente entra nei terminali + e −.
2. V+ ≈ V− Con retroazione negativa e funzionamento lineare, l’elevato guadagno dell’op-amp mantiene i due ingressi a tensioni quasi uguali.
Qui non è corretto parlare sempre di “massa virtuale”. Nel non invertente V+ = Vin, quindi il nodo invertente tende a trovarsi a Vin, non necessariamente a 0 V. È più preciso parlare di corto circuito virtuale tra gli ingressi: V− ≈ V+.

La rete di retroazione negativa

Rf e R2 prelevano una frazione della tensione di uscita e la applicano all’ingresso invertente. Se Vout tende a salire troppo, anche V− aumenta e la differenza V+ − V− si riduce. Se Vout tende a diminuire, accade il contrario.

È questo meccanismo che stabilizza il guadagno. Il comportamento finale dipende principalmente dal rapporto tra Rf e R2 e molto meno dall’enorme guadagno ad anello aperto del dispositivo.

Il partitore di tensione Rf–R2

Partitore di tensione nella rete di retroazione del non invertente
Rf e R2 formano un partitore che determina quale frazione della tensione di uscita viene riportata all’ingresso invertente.
V− = VOUT · R2 / (Rf + R2)

Poiché in zona lineare V− ≈ V+ e V+ = Vin, possiamo uguagliare la tensione del partitore alla tensione di ingresso. Da questa relazione si ricava direttamente la formula del guadagno.

Derivazione passo per passo del guadagno

Manteniamo la sequenza grafica originale perché mostra chiaramente tutti i passaggi matematici che portano alla formula finale.

Derivazione amplificatore non invertente passaggio 1
Derivazione amplificatore non invertente passaggio 2
Derivazione amplificatore non invertente passaggio 3
Derivazione amplificatore non invertente passaggio 4

Formula del guadagno del non invertente

Formula guadagno amplificatore operazionale non invertente
AV = 1 + Rf / R2
RapportoGuadagnoRisultato
Rf = 01Voltage follower.
Rf = R22Vout doppia rispetto a Vin.
Rf = 4·R25Vout = 5·Vin.
Rf = 9·R210Vout = 10·Vin.
Il termine “+1” è fondamentale. È proprio questo termine che rende il guadagno minimo della configurazione non invertente pari a 1.

Come calcolare la tensione di uscita

VOUT = VIN · (1 + Rf/R2)
Esempio Vin = 0,5 V
Rf = 30 kΩ
R2 = 10 kΩ

Av = 1 + 30/10 = 4
Vout = 0,5 × 4 = 2 V.

Impedenza d’ingresso molto elevata

Uno dei principali vantaggi del non invertente è che il segnale Vin viene applicato direttamente all’ingresso dell’op-amp. Nel modello ideale la corrente d’ingresso è nulla, quindi l’impedenza d’ingresso tende all’infinito.

È particolarmente utile con sensori ad alta impedenza. Il circuito preleva pochissima corrente dalla sorgente e quindi altera molto meno il segnale rispetto alla configurazione invertente.
Nel circuito reale l’impedenza non è infinita. Dipende dall’architettura dell’op-amp e dalle correnti di bias dei suoi ingressi.

Come scegliere Rf e R2

Dalla formula del guadagno possiamo ricavare il valore di Rf necessario:

Rf = (AV − 1) · R2
Progettare un guadagno 6 Scegliamo R2 = 10 kΩ.

Rf = (6 − 1) × 10 kΩ = 50 kΩ.

Valori troppo bassi

Aumentano la corrente nella rete di feedback e il carico sull’uscita.

Valori troppo alti

Aumentano l’influenza di bias current, rumore e capacità parassite.

Valori intermedi

Qualche kΩ o decine di kΩ sono spesso un buon punto di partenza pratico.

Non invertente e invertente a confronto

Confronto tra configurazione invertente e non invertente
InvertenteNon invertente
Vin entra sul terminale −.Vin entra sul terminale +.
Guadagno negativo.Guadagno positivo.
Sfasamento 180°.Sfasamento 0°.
Av = −Rf/Rin.Av = 1 + Rf/R2.
Zin ≈ Rin.Zin molto elevata.
Può avere |Av| < 1.Av minimo = 1.

Il voltage follower

Il caso più semplice del non invertente è l’inseguitore di tensione, chiamato anche voltage follower o buffer a guadagno unitario.

L’uscita viene collegata direttamente all’ingresso invertente, realizzando una retroazione del 100%.

AV = 1 Quindi Vout = Vin.
Perché usare un amplificatore che non amplifica? Perché isola due stadi: presenta un’impedenza d’ingresso molto elevata e un’impedenza d’uscita molto più bassa.

Schema dell’inseguitore di tensione

Schema voltage follower amplificatore operazionale
Nel voltage follower l’uscita è collegata direttamente all’ingresso invertente.
Formula voltage follower passaggio 1
Formula voltage follower passaggio 2
Formula voltage follower passaggio 3
Risultato formula voltage follower Vout uguale Vin
“Bassa impedenza d’uscita” non significa corrente illimitata. Il follower può isolare bene due stadi, ma la corrente massima resta quella consentita dall’op-amp reale.

Limiti reali del non invertente

ParametroEffetto pratico
Output swingVout non può superare i limiti imposti dai rail.
Input common-modeVin deve rimanere nell’intervallo ammesso dagli ingressi.
GBWLa banda disponibile diminuisce con l’aumento del guadagno.
Slew rateLimita segnali veloci e di grande ampiezza.
OffsetProduce errore sull’uscita, soprattutto con guadagni elevati.
Corrente d’uscitaIl carico non deve richiedere più corrente di quella disponibile.
Un calcolo teorico corretto può produrre comunque clipping. Se per esempio il circuito richiede 8 V in uscita ma l’op-amp alimentato a 5 V può arrivare solo vicino a 5 V, la forma d’onda verrà tagliata.

Simulazione interattiva dell’amplificatore non invertente

La pagina originale include una simulazione Tinkercad che permette di modificare Rf e R2 e osservare come cambiano guadagno e tensione di uscita.

Errori comuni

  • confondere la formula del non invertente con quella dell’invertente;
  • dimenticare il termine +1;
  • chiamare “massa virtuale” il nodo invertente anche quando Vin non è 0 V;
  • pensare che il guadagno possa essere inferiore a 1 nella configurazione standard;
  • ignorare il common-mode range dell’ingresso;
  • calcolare una Vout superiore all’output swing disponibile;
  • scegliere valori di feedback troppo alti o troppo bassi;
  • considerare il voltage follower capace di fornire corrente illimitata;
  • ignorare GBW e slew rate nei segnali veloci.