〰️ Elettronica analogica · Guida 02

Amplificatore operazionale invertente

La configurazione invertente è uno dei circuiti fondamentali con amplificatore operazionale. Grazie alla retroazione negativa permette di trasformare l’enorme guadagno ad anello aperto dell’op-amp in un guadagno preciso e controllabile, determinato quasi esclusivamente dal rapporto tra due resistenze. L’uscita risulta inoltre invertita di 180° rispetto al segnale di ingresso.

Livello: intermedio Retroazione negativa Av = −Rf/Rin Esercizio + simulazione

Perché non usare il guadagno ad anello aperto?

Il guadagno ad anello aperto di un amplificatore operazionale può raggiungere valori molto elevati. Un guadagno di questo tipo non è però utile per realizzare un normale amplificatore lineare: basta una piccolissima differenza di tensione tra i due ingressi per portare rapidamente l’uscita verso uno dei rail.

Per ottenere un circuito stabile e prevedibile si sacrifica quindi gran parte del guadagno interno e si utilizza una rete di retroazione negativa. In questo modo il guadagno finale non dipende più in modo critico dal valore enorme e variabile del guadagno ad anello aperto, ma dalle resistenze esterne.

Il grande vantaggio della retroazione negativa Il guadagno diventa più piccolo, ma molto più preciso, stabile e facilmente progettuale.

Perché si chiama amplificatore “invertente”?

Il segnale viene applicato all’ingresso invertente dell’op-amp. Quando Vin aumenta positivamente, l’uscita deve muoversi nella direzione opposta per mantenere il nodo invertente vicino al potenziale dell’ingresso non invertente.

Onde sinusoidali di ingresso e uscita di un amplificatore operazionale invertente
Nella configurazione invertente il segnale di uscita è sfasato di 180° rispetto al segnale di ingresso.
Segno negativo = inversione di fase Il segno “−” presente nella formula del guadagno indica che ingresso e uscita hanno polarità opposta.

Schema della configurazione invertente

Il segnale Vin raggiunge l’ingresso invertente attraverso la resistenza Rin. Una seconda resistenza, Rf, collega l’uscita allo stesso nodo e realizza la retroazione negativa. L’ingresso non invertente è invece collegato al riferimento, che nel circuito classico con alimentazione duale è GND.

Schema amplificatore operazionale in configurazione invertente con Rin e Rf
Schema base dell’amplificatore invertente: Rin porta il segnale al nodo invertente e Rf riporta una parte dell’uscita allo stesso nodo.

Rin

Determina, insieme a Rf, il guadagno e l’impedenza vista dalla sorgente.

Rf

Chiude l’anello di retroazione tra uscita e ingresso invertente.

Ingresso +

Fissa il riferimento verso cui la retroazione porta il nodo invertente.

Le due regole dell’op-amp ideale

Per ricavare la formula dell’amplificatore invertente utilizziamo le due regole fondamentali del modello ideale quando l’op-amp lavora in zona lineare con retroazione negativa:

1. Corrente negli ingressi ≈ 0 L’impedenza di ingresso ideale è infinita, quindi nessuna corrente entra nei terminali + e −.
2. V+ ≈ V− La retroazione negativa e l’elevatissimo guadagno interno mantengono la differenza tra gli ingressi estremamente piccola.
Queste regole valgono soltanto finché l’op-amp lavora correttamente in retroazione negativa. Se l’uscita è satura oppure il dispositivo si trova fuori dai limiti di common-mode, l’approssimazione può non essere più valida.

La massa virtuale

Nel circuito classico l’ingresso non invertente è collegato a GND, quindi V+ = 0 V. Poiché la retroazione tende a mantenere V− ≈ V+, anche il nodo invertente rimane molto vicino a 0 V.

Retroazione negativa e massa virtuale nell'amplificatore invertente
La retroazione negativa mantiene il nodo invertente vicino al potenziale dell’ingresso non invertente.
“Virtuale” perché non è collegata fisicamente a massa. Il nodo si trova circa a 0 V grazie all’azione dell’op-amp, ma non può essere usato come un normale nodo GND per alimentare altri carichi.

La corrente attraverso Rin e Rf

Poiché idealmente nessuna corrente entra nell’ingresso invertente, tutta la corrente che arriva attraverso Rin deve proseguire attraverso Rf. È questa osservazione che permette di ricavare la formula del guadagno.

Primo passaggio per il calcolo della corrente nell'amplificatore invertente
Corrente attraverso la resistenza di ingresso Rin
Corrente attraverso la resistenza di feedback Rf
IRin = IRf Nel modello ideale la corrente non può entrare nel terminale invertente.

Derivazione passo per passo della formula

La sequenza grafica originale mostra come applicare la Legge di Ohm ai due resistori. Manteniamo tutti i passaggi perché aiutano a capire da dove nasce la formula e non soltanto a memorizzarla.

Derivazione matematica del guadagno invertente passaggio 1
Derivazione matematica del guadagno invertente passaggio 2
Derivazione matematica del guadagno invertente passaggio 3

Con il nodo invertente circa a 0 V, la corrente attraverso Rin dipende da Vin/Rin. La stessa corrente attraversa Rf e produce una tensione di uscita di segno opposto.

Formula del guadagno dell’amplificatore invertente

Formula del guadagno dell'amplificatore operazionale invertente
AV = − Rf / Rin Il valore assoluto del guadagno dipende dal rapporto tra Rf e Rin.
RapportoGuadagnoEffetto
Rf = Rin−1Stessa ampiezza, fase invertita.
Rf = 2·Rin−2Ampiezza raddoppiata e invertita.
Rf = 10·Rin−10Ampiezza moltiplicata per 10 e invertita.
Rf = 0,5·Rin−0,5Attenuazione con inversione.
Una caratteristica interessante A differenza del non invertente, la configurazione invertente può avere anche un guadagno in modulo inferiore a 1, quindi può attenuare il segnale oltre a invertirlo.

Come calcolare la tensione di uscita

Formula della tensione di uscita nell'amplificatore invertente
VOUT = − (Rf / Rin) · VIN
Esempio rapido Rin = 10 kΩ, Rf = 47 kΩ e Vin = 0,2 V:

Av = −47/10 = −4,7
Vout = −4,7 × 0,2 = −0,94 V.

Impedenza d’ingresso della configurazione invertente

Dal punto di vista della sorgente, il nodo invertente si trova circa a massa virtuale. Per questo l’impedenza d’ingresso del circuito è determinata principalmente da Rin.

ZIN ≈ Rin
Questo è diverso dall’elevata impedenza d’ingresso dell’op-amp stesso. L’op-amp ideale non assorbe corrente, ma la sorgente vede comunque Rin verso la massa virtuale.

Se il sensore o la sorgente del segnale non può fornire molta corrente, Rin non deve essere scelta troppo bassa.

Come scegliere Rin e Rf

Una volta stabilito il guadagno desiderato, esistono infinite coppie di resistenze con lo stesso rapporto. Per esempio, un guadagno −10 può essere ottenuto con 1 kΩ/10 kΩ, 10 kΩ/100 kΩ oppure 100 kΩ/1 MΩ. Ma queste reti non si comportano esattamente allo stesso modo in un circuito reale.

Valori troppo bassi

Aumentano la corrente richiesta alla sorgente e all’uscita dell’op-amp.

Valori troppo alti

Aumentano l’effetto di correnti di bias, rumore e capacità parassite.

Valori intermedi

Qualche kΩ o decine di kΩ sono spesso un buon punto di partenza, da verificare sul caso reale.

Progettare un guadagno −5 Scegliamo Rin = 10 kΩ.

Rf = |Av| × Rin = 5 × 10 kΩ = 50 kΩ.

Possiamo quindi scegliere un valore commerciale vicino, per esempio 49,9 kΩ se serve maggiore precisione.

Esercizio guidato

Riprendiamo l’esercizio originale della pagina. Il circuito utilizza:

  • Rin = 10 kΩ
  • Rf = 100 kΩ
Esercizio amplificatore operazionale invertente con Rin 10 kΩ e Rf 100 kΩ
Esercizio guidato per il calcolo del guadagno ad anello chiuso.

Applichiamo la formula:

Formula usata nell'esercizio sull'amplificatore invertente
AV = −100 kΩ / 10 kΩ = −10

Il segnale di uscita avrà quindi ampiezza dieci volte maggiore rispetto a quello in ingresso e sarà invertito di 180°.

Attenzione all’ampiezza reale ottenibile. Dire che Vin = 1 V di picco produce teoricamente 10 V di picco in uscita è corretto soltanto se alimentazione, output swing, corrente disponibile, frequenza e slew rate dell’op-amp consentono realmente tale valore.

Caso particolare: guadagno −1

Se Rf e Rin hanno lo stesso valore:

AV = −1

L’uscita replica l’ampiezza dell’ingresso ma con segno opposto:

VOUT = −VIN
Più precisamente è un invertitore a guadagno unitario. Non va confuso con il classico voltage follower non invertente, che presenta guadagno +1 e un’impedenza d’ingresso molto più elevata.

Quando la formula ideale non basta

La relazione Av = −Rf/Rin è il punto di partenza, ma un op-amp reale presenta limiti che devono essere verificati.

LimiteEffetto
Output swingLa tensione di uscita non può superare i valori permessi dai rail.
GBWIl guadagno disponibile diminuisce all’aumentare della frequenza.
Slew rateLimita la velocità massima di variazione dell’uscita.
Corrente di uscitaRf e il carico non devono chiedere una corrente eccessiva.
OffsetUn piccolo errore d’ingresso viene amplificato dal circuito.
Correnti di biasGenerano cadute sulle resistenze esterne e quindi errori.
Prima di costruire il circuito Calcola il guadagno teorico, poi verifica che la massima Vout richiesta sia compatibile con alimentazione e datasheet dell’op-amp.

Simulazione interattiva dell’amplificatore invertente

La simulazione originale su Tinkercad utilizza:

  • Rf = 10 kΩ
  • Rin = 5 kΩ
  • Av = −2

L’uscita ha quindi un’ampiezza doppia rispetto all’ingresso e una fase invertita di 180°. Modificando Rin e Rf puoi verificare immediatamente come cambia il guadagno.

Errori comuni

  • invertire Rin e Rf nella formula;
  • dimenticare il segno negativo del guadagno;
  • interpretare la massa virtuale come una vera connessione a GND;
  • pensare che corrente entri nell’ingresso invertente dell’op-amp ideale;
  • scegliere Rin troppo bassa e caricare eccessivamente la sorgente;
  • usare resistenze enormemente alte senza considerare bias, rumore e capacità parassite;
  • calcolare una Vout maggiore dell’output swing disponibile;
  • ignorare GBW e slew rate quando il segnale è veloce;
  • usare la relazione ideale quando l’op-amp è già in saturazione.