⚡ Fondamenti di elettronica · Guida 09

Partitore di tensione e partitore di corrente

Due semplici reti resistive permettono di ottenere una frazione di una tensione oppure di prevedere come una corrente si distribuisce tra più rami. In questa guida ricaviamo le formule, le colleghiamo alla Legge di Ohm e alle Leggi di Kirchhoff e analizziamo anche ciò che accade quando il circuito viene collegato a un carico reale.

Livello: base → intermedio Tempo di lettura: 20–25 min Formule + esempi Arduino / ADC

Due concetti complementari

🔵 Partitore di tensione

Due o più impedenze in serie dividono la tensione totale in proporzione ai loro valori.

🟠 Partitore di corrente

Più rami in parallelo dividono la corrente totale in funzione delle rispettive conduttanze.

Regola da ricordareSerie → stessa corrente e tensione che si divide. Parallelo → stessa tensione e corrente che si divide.

Come funziona un partitore di tensione?

Il partitore più semplice è formato da due resistenze R1 e R2 collegate in serie tra una tensione d’ingresso Vin e il riferimento GND. L’uscita Vout viene prelevata dal nodo tra le due resistenze.

Schema didattico di un partitore di tensione con R1, R2, Vin, Vout e GND
Partitore di tensione: Vout viene prelevata dal nodo tra R1 e R2 ed è una frazione di Vin.
Vin
R1
Vout
R2
GND

Poiché R1 e R2 sono in serie, sono attraversate dalla stessa corrente. La tensione di uscita corrisponde alla caduta di tensione su R2.

Derivazione della formula del partitore di tensione

La resistenza totale è:

RT = R1 + R2

Con la Legge di Ohm, la corrente della serie vale:

I = Vin / (R1 + R2)

La tensione su R2 vale Vout = I × R2. Sostituendo I otteniamo:

Vout = Vin · R2 / (R1 + R2) Formula fondamentale del partitore di tensione non caricato.
Interpretazione Il rapporto R2/(R1+R2) è sempre compreso tra 0 e 1 per resistenze positive: per questo un partitore passivo non può generare una Vout maggiore di Vin.

Simulatore interattivo: prova il partitore

Muovi i cursori per vedere in tempo reale come cambiano tensioni e correnti. Puoi passare dal partitore di tensione al partitore di corrente e, nella modalità tensione, attivare anche un carico reale RL collegato all’uscita.

Partitore di tensione

Regola Vin, R1 e R2. Il simulatore aggiorna Vout e la corrente nel partitore.

5,0 V
10,0
10,0
10,0
Vout2,50 V
Corrente0,25 mA
Req inferiore10,00 kΩ
Potenza totale1,25 mW
Vout = 5,0 × 10 / (10 + 10) = 2,50 V

Partitore di corrente

Regola la corrente totale e i due rami resistivi. Il ramo meno resistivo riceve più corrente.

6,0 mA
1,0
2,0
I14,00 mA
I22,00 mA
Req0,67 kΩ
Tensione rami4,00 V
I1 = 6,0 × 2 / (1 + 2) = 4,00 mA
R1 R2 Vin = 5,0 V Vout = 2,50 V 10,0 kΩ 10,0 kΩ R1 R2 IT = 6,0 mA I1 = 4,00 mA I2 = 2,00 mA R1 = 1,0 kΩ R2 = 2,0 kΩ V = 4,00 V sui due rami
Prova questo esperimento Imposta Vin = 5 V, R1 = R2 = 10 kΩ: ottieni 2,5 V. Poi attiva RL = 10 kΩ: vedrai Vout scendere a circa 1,67 V, esattamente come nell’esempio della sezione dedicata all’effetto del carico.

Esempio numerico: da 5 V a 2,5 V

Prendiamo Vin = 5 V, R1 = 10 kΩ e R2 = 10 kΩ.

Vout = 5 · 10 / (10 + 10) = 2,5 V
Corrente nel partitoreI = 5 V / 20 kΩ = 0,25 mA
Potenza su ogni resistoreP = I²R ≈ 0,625 mW
Resistenze uguali Se R1 = R2, il nodo centrale si trova a metà della tensione di ingresso: Vout = Vin / 2.

Il problema reale: l’effetto del carico

La formula classica è esatta quando l’uscita non assorbe corrente significativa. Appena colleghiamo un carico RL tra Vout e GND, RL si trova in parallelo a R2.

Req = R2 ∥ RL Il resistore inferiore del partitore viene modificato dal carico.

La formula diventa quindi:

Vout = Vin · (R2 ∥ RL) / [R1 + (R2 ∥ RL)]
Esempio Con R1 = R2 = 10 kΩ, Vin = 5 V e un carico RL = 10 kΩ: R2 ∥ RL = 5 kΩ.

Vout = 5 × 5/(10+5) ≈ 1,67 V.

Senza carico avremmo avuto 2,5 V: il carico ha quindi alterato fortemente il partitore.

Resistenza d’uscita del partitore

Visto dal nodo di uscita, un partitore resistivo può essere rappresentato tramite l’equivalente di Thévenin. La tensione a vuoto è la normale Vout del partitore; la resistenza equivalente, spegnendo la sorgente ideale, è il parallelo tra R1 e R2.

Rout = R1 ∥ R2 Resistenza di Thévenin vista dal nodo di uscita.
Regola progettuale Per ridurre l’errore di carico, l’impedenza del dispositivo collegato a Vout dovrebbe essere molto maggiore della resistenza d’uscita del partitore. “Dieci volte maggiore” è una prima regola pratica, ma la precisione richiesta determina il rapporto realmente necessario.

Partitore di tensione con Arduino ed ESP32

Uno degli usi più comuni è adattare una tensione maggiore all’intervallo ammesso da un ingresso ADC. Per esempio, un partitore può ridurre una tensione da misurare prima di applicarla al pin analogico.

Un partitore non è una protezione completa Dimensionare correttamente il rapporto resistivo non elimina sovratensioni, transitori, errori di cablaggio o condizioni fuori specifica. L’ingresso del microcontrollore deve sempre restare entro i limiti elettrici previsti.

Esempio teorico: 5 V → circa 3,3 V

Con R1 = 5,1 kΩ e R2 = 10 kΩ:

Vout = 5 · 10 / 15,1 ≈ 3,31 V
ADC e impedenza sorgente Un ADC reale può avere una rete interna di campionamento. Resistenze troppo elevate possono aumentare il tempo necessario al condensatore di sample-and-hold per caricarsi correttamente. Va quindi rispettata la raccomandazione del datasheet del microcontrollore utilizzato.

Come funziona un partitore di corrente?

Quando una corrente totale entra in un nodo collegato a più rami in parallelo, la KCL impone che la corrente si distribuisca tra i rami e poi si ricomponga.

Schema didattico di un partitore di corrente con due resistenze in parallelo e correnti I1 e I2
Partitore di corrente: la corrente totale si divide tra i rami in parallelo e si ricompone nel nodo inferiore.
Ramo 1 · R1 Corrente I1
Ramo 2 · R2 Corrente I2
IT = I1 + I2 Prima Legge di Kirchhoff applicata al nodo.

I due resistori sono in parallelo e quindi hanno la stessa tensione ai loro capi. Il ramo con resistenza più piccola assorbe la corrente maggiore.

Formula del partitore di corrente

Per due resistenze R1 e R2 in parallelo, la corrente nel ramo R1 vale:

I1 = IT · R2 / (R1 + R2) La corrente in un ramo dipende dalla resistenza dell’altro ramo.

Analogamente:

I2 = IT · R1 / (R1 + R2)
Perché compare la resistenza opposta? La corrente preferisce il percorso a resistenza minore. Se R1 diminuisce, I1 deve aumentare: per questo la formula del ramo R1 contiene R2 al numeratore.

Esempio numerico del partitore di corrente

Una corrente totale di 6 mA alimenta due resistori in parallelo: R1 = 1 kΩ e R2 = 2 kΩ.

Corrente in R1 I1 = 6 mA × 2/(1+2) = 4 mA
Corrente in R2 I2 = 6 mA × 1/(1+2) = 2 mA
Verifica KCL 4 mA + 2 mA = 6 mA.

Il ramo da 1 kΩ, essendo meno resistivo, riceve il doppio della corrente del ramo da 2 kΩ.

Partitore di corrente con più rami

Per N rami in parallelo è più comodo lavorare con la conduttanza G = 1/R. La corrente nel ramo k è proporzionale alla sua conduttanza.

Ik = IT · Gk / ΣG Dove Gk = 1/Rk.

La stessa relazione può essere scritta usando la resistenza equivalente del parallelo:

Ik = IT · Req / Rk

Partitore di tensione e di corrente a confronto

CaratteristicaPartitore di tensionePartitore di corrente
ConfigurazioneResistenze in serieResistenze in parallelo
Grandezza comuneStessa correnteStessa tensione
Grandezza divisaTensioneCorrente
Valore maggiore di RRiceve maggiore caduta di tensioneRiceve minore corrente
Legge chiaveOhm + KVLOhm + KCL

Errori comuni da evitare

  • usare la formula del partitore di tensione ignorando il carico collegato all’uscita;
  • invertire R1 e R2 senza considerare dove viene misurata Vout;
  • pensare che un partitore possa alimentare qualsiasi carico senza variazioni;
  • usare valori resistivi troppo bassi, aumentando inutilmente il consumo;
  • usare valori troppo alti senza considerare correnti di bias, perdite e ingresso ADC;
  • confondere il partitore di corrente con una semplice divisione aritmetica della corrente;
  • dimenticare che nel parallelo la corrente maggiore attraversa il ramo meno resistivo.
Progettare significa scegliere un compromesso Nel partitore di tensione, resistenze basse rendono l’uscita meno sensibile al carico ma aumentano la corrente e la dissipazione. Resistenze alte riducono il consumo, ma rendono l’uscita più sensibile alle impedenze di ingresso e agli effetti non ideali.